Le tre sculture per la casa di Valentina.

Valentina ha cambiato vita: ha abbandonato la carriera e l’appartamento che aveva a Milano, per trasferirsi nel piccolo Valdipino, nel golfo di La Spezia, di fronte al suo amato mare, per fare l’allenatrice di triathlon.Inutile dire che c’è riuscita brillantemente.

Per arredare la sua nuova casa ha scelto le mie sculture in pietra di torrente©. Durante le mie esplorazioni alla ricerca delle tre pietre, pensavo intensamente al fatto che 150 milioni di anni fa, a Biella, c’era l’oceano Ligure-Piemontese e che, durante il Giurassico, esso continuò a espandersi, creando quelle rocce che oggi troviamo sulle nostre Alpi.

Rocce ofiolitiche , dal fondo marino del giurassico alle nostre Alpi.
La stella marina

Suggestionata da questi pensieri, scelsi la prima : una pietra rosso mattone, porosa stranamente, dalle intense e poetiche venature color corallo: una stella marina. Questo animale, per me, ha valenze fortemente mistiche e, nella simbologia, prende uno dei suoi primi significati dal cristianesimo: essa corrisponde alla Vergine Maria e sta a significare il cambiamento positivo e la salvezza. Buffa coincidenza vuole che, appena sopra Valdipino, vi sia il Santuario mariano dell’Agostina, chiamato così per l’apparizione della Madonna nel 1700 a Agostina Masati.

La Razza

La seconda è un’ofiolite (rocce tipiche dell’oceano in espansione): dalla pietra da cui ho ricavato la Madonna del Piumin (vedi articolo precedente), si è staccata una perfetta,sottile e compatta lastra a forma di razza di colore verde scuro. Animale misterioso e affascinante, mi ha ricordato il famoso tatuaggio maori della Manta che, nella cultura polinesiana, è il simbolo degli spiriti liberi e il protettore delle acque: rappresenta la felicità.

il Delfino

La terza pietra che ho scelto mi ha ricordato lo spirito del delfino: contiene i colori delle acque azzurro cristalline e il blu profondo dell’oceano, che è in grado di attraversare. Il delfino è il simbolo dell’evoluzione spirituale, perché ogni forma di meditazione comincia con il controllo del respiro: il legame tra materia e spirito. L’ho pensato come l’animale totem perfetto per Valentina, in primo luogo perché, come lei, capace di grandi imprese e poi perché, lasciando la vita frenetica di Milano, si è data la possibilità di una vita su misura, di controllare il proprio respiro e raggiungere quelle dimensioni che non si riescono a vivere nella quotidianità di una metropoli.

grazie all’amico e artista Fabio Farinelli che mi ha mandato,su richiesta, la sua interpretazione della Manta che denota la sua intelligente leggerezza.

…”Le parole rimbalzavano loro addosso”…

…”Le parole rimbalzavano loro addosso”…

” Le parole degli altri rimbalzavano loro addosso,ma lo sai a quale altezza?…” così mi disse Laura Martini, giornalista e direttore di Retebiella, a proposito di Cori e Pozzato, due celebri artisti biellesi, maggiormente attivi negli anni 70 del secolo scorso.

Epifanio Pozzato e il grandissimo Giancarlo Cori erano artisti, anime dedite al loro percorso di ricerca interiore, senza mezze misure, senza sconti. Non ribelli: anticonformisti.

Questa Madonna del Piumin in pietra dell’ Elvo è un omaggio al Sandrun, un artista con la a maiuscola.

L’ho realizzata in pietra dura dell’ Elvo, talmente dura che mi ci sono ammalata,mi é quasi venuta la tendinite, ho cercato per giorni di riprodurre i dettagli minuti che in pietra dura sono quasi impossibili da realizzare,ho dubitato di riuscire a fare un buon lavoro.

Perchè l’arte , per me, è tensione continua : senza sconti, nè mezze misure.

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articolo sulla rivista C.A.I. di Laura Gelso

Laura Gelso, giornalista della rivista CAI di Biella, è stata una delle prime quattro italiane a partecipare alla scalata  dell’Everest, amica di alpinisti del calibro di Walter Bonatti,  Reinhold Messner, Guido Machetto.

La sua passione per raccontare la montagna l’ha portata ad intervistarmi in qualità di alpigiana, scultrice di pietre alpestri e ritrattista dei pastori  del borgo e degli alpeggi.

ritratto di Nefer, il collie di una famiglia.

Il ritratto dell’animale domestico , per me , significa descrivere l’anima e le radici profonde della sua famiglia.

Per il ritratto di Nefer, il collie di una famiglia di Gaglianico, ho scelto la pietra dorata spagnola, perché contiene i colori caldi del collie.

Questa scultura rappresenta la sfida costante del mio lavoro che, in questo caso, è riuscire a convertire la durezza e l’asperità della pietra nella morbidezza del manto del cane.



il Rospo e le Masche

scultura  in pietra di torrente©



Il più feroce inquisitore delle streghe basche del seicento, Pierre de Lancre, nel suo “Tableau de l’incostance des mauvais anges et des démons” racconta che nelle montagne dei paesi baschi ,così simili a quelle biellesi.., nelle congreghe notturne ” i bambini sono pastori che custodiscono ognuno il gregge dei rospi che ogni strega che ha accompagnato al Sabba ha loro affidato..”

Così come le mie povere compaesane ,madre e figlia, Luigia de Ghittis e Giovannina de Anselmettis di Muzzano, furono costrette a confessare di ” tagliare la testa ai rospi ed a farne veleni“….(da Roberto Gremmo , “I misteri delle Alpi biellesi”)

La sentinella rossa

Nella mitologia norrena Ratatoskr è lo scoiattolo che vive su Yggdrasil, l’albero cosmico, e corre incessantemente dalle radici, dove si annida il serpente Niohosggr sino alla sommità dei rami,dove vive la grande Aquila, facendo da tramite tra i due:  il suo compito è permettere che l’equilibrio tra cielo e terra,tra bene e male, la sfera spirituale e materiale non si interrompa mai..

Questa piccola pietra di torrente descrive alla perfezione il colore e lo spirito del nostro scoiattolo rosso, così prezioso per il nostro ecosistema, per i nostri boschi, per la nostra natura.

nella gola dell’Elvo: sulle tracce della formazione dei continenti

…poco sotto al ponte Ambrosetti, nel torrente Elvo, possiamo poggiare i piedi, spiega il noto Geologo Brunello Maffeo, sull’Africa.

Questa particolarissima area geologica, che si trova esattamente sulla Linea Insubrica, è stata oggetto di infuocate e celebri discussioni tra geologi, per determinarne l’età delle rocce.

L’agglomerato di lava che qui affiora, trenta milioni di anni fa ha inglobato porfiditi, micascisti e antiche permianiche colate laviche: un mantello di Arlecchino roccioso.

L’Angelo

Scultura in pietra di torrente © -serpentino della Valle Elvo, con cristalli di Biotite ( mica nera).

Claudio, 60 anni , è morto tranquillo nel sonno mentre trascorreva le vacanze in montagna, a casa di un suo amico pastore, in compagnia della sorella e del nipote.

Pier Enrico, l’amico pastore, è uno degli otto abitanti del borgo alpino di Bagneri, dove vivo e lavoro: ho incontrato spesso Claudio,sempre sorridente e con tanta voglia di comunicare con tutti, e di ridere.

Claudio aveva la sindrome di down, vedeva poco, sentiva quasi niente e parlava a gesti, ma erano tutti dettagli trascurabili, da nulla. Era felice e amato, sua sorella Adriana si è presa cura di lui tutta la vita e, ora che è mancato, continua a farlo: mi ha chiesto un angelo in pietra che abbraccia e che sorride, come suo fratello.

 

L’Arte Figurativa ha smesso di essere tabù…

L’Art Blogger Paolo Marini scrive a proposito della mostra alla quale partecipo:

“…Nel giugno 2017, nel Salone Donatello della Basilica di San Lorenzo a Firenze, la Nag-Art di Vincenzo Nobile aveva allestito la mostra “Il cammino dell’uomo tra arte e fede – da Ugo Guidi a Igor Mitoraj,”  e che aveva avuto un successo ben oltre le aspettative. A distanza di un anno:  – emergenti del XXI secolo e maestri del XX secolo”.

“…Il figurativo è tornato a vivere, e non costituisce più un tabù come qualche decennio fa.  Contrariamente a quanto si potrebbe credere, aggirandosi per la cripta non si ha affatto la sensazione di anarchia. Al contrario, il senso di una certa unitarietà, nella molteplicità di proposte, domina i padiglioni. Globalità della creazione artistica, superamento delle avanguardie e dei movimenti con relative scomuniche e anatemi”…”, il contributo della scultura, che parte dal già citato Cavallini (1927-2016) e vede artisti come Raffaella Robustelli (1939), Roberto Bricalli, classe 1959…, la brasiliana Sylvia Loew, la turca Esin Çakir, in una continua ricerca di stilizzazioni espressive che non abbandonano mai del tutto la figura reale come elemento di partenza. Ciò è vero soprattutto per la giovane Cecilia Birsa, nata nel 1983, le cui opere sono caratterizzate dall’uso di pietre di epoca paleozoica: pietre di montagna e di torrente, mucronite, serpentino, quarzo e sienite”

            Cecilia Martin Birsa, “sculture in pietra di torrente©” “Il nodo”  –  In pietra vulcanica.

 

Guttuso “ Terrazzino e tetti alla Kalsa”1976.

 

Ottone Rosai,” strada e case”

 

 

Sauro Cavallini “ Ultima Cena” 1979.